Palazzo Bifronte

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Theodor W. Adorno

Volendo collocare il sistema dell’industria culturale in una prospettiva storica universale, occorrerebbe definirlo come lo sfruttamento sistematico dell’antichissima frattura tra gli uomini e la loro cultura.

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Vite di M.

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Gabriele Drago

Chi è il lavoratore passionale, la vittima e carnefice dell’industria creativa

L’idea di lavorare con le passioni per non fare nemmeno un’ora di lavoro appariva desiderabile quando il lavoro era circoscritto all’interno di fabbriche organizzate con ruoli e orari ben definiti, dalle quali si cercava di evadere appena possibile per rifugiarsi in quello che era veramente il “tempo libero”, cioè un tempo svincolato dall’obbligo della produzione e del profitto.

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Controllati e Controllori

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Robert Kurz

La maggior felicità possibile per il maggior numero possibile

Il liberalismo, in quanto ideologia originaria, radice di tutte le ideologie moderne, tutte ciecamente basate sulla stessa base assiomatica di un sistema di produzione di merci e di “lavoro astratto” (impiego remunerato con denaro) in quanto forma di attività, definisce le sue contraddizioni centrali già nel periodo compreso tra Thomas Hobbes e Adam Smith: da un lato, il postulato dell’individualità “libera” e incontestata, dall’altro il principio della responsabilità individuale e la negoziazione dei contratti (contratti di lavoro, contratti commerciali e così via) tra soggetti presunti autonomi, e da un altro lato ancora il presupposto di una macchina sociale del capitale, automa senza soggetto, con un meccanismo di prezzi autoregolante; da un lato la promessa di effetti benefici e di un maggiore benessere grazie alla “mano invisibile”, dall’altro la produzione mondiale di povertà di massa che è tanto artificiale (non dipende da calamità naturali) quanto storicamente senza precedenti.

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L’abitudine al Male

I-Secoli-Bui-della-Caccia-delle-Streghe

Lídice Leão

Il rischio della normalizzazione della misoginia

Le immagini della politica boliviana Patrícia Arce accerchiata da uomini mascherati, condotta a forza dietro un cordone protettivo, scalza e con il corpo imbrattato di vernice, hanno fatto il giro di internet. La Arce, sindaco del comune di Vinto, 60 mila abitanti circa, del dipartimento di Cochabamba, ha subito il taglio forzato dei capelli ed è stata insultata per tutto il percorso che è stata obbligata a fare. Intervistata dopo essere stata salvata dalla polizia, ha dichiarato chiaramente la sua intenzione di resistere: “sono libera, non sto zitta, se vogliono ammazzarmi che mi ammazzino.” È un fatto che si ripete: quando una donna si oppone diventa obiettivo di minacce, assalti e atti violenti.

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