Zuffe

litigio

Di Enrico Sanna

Da: Molly Flint (Senza introduzione)


Poco più tardi di mezzogiorno una campana di bronzo suonò due volte. Quasi nello stesso istante ci fu un gran fracasso, come di un tuono, di un tetto marcio e di un pianto, e un affare monumentale di metallo e legno cominciò una discesa impegnativa nella fossa. Lame di luce solare, che fino ad allora si erano esibite tra un’apertura del tetto e un piccolo castello, si precipitarono nella fossa e presero ad inseguire la gabbia in affondamento, dividendo la cavità polverosa in triangoli. Un suono campale accompagnò la gabbia tra le pareti del pozzo, rimbalzando tra le due estremità opposte come il messaggero di uno strano sisma. Qualche minuto più tardi, il caposervizio Fallyhee si avvicinò ad una porta chiusa e tirò una piccola protuberanza di ottone al suo fianco, un oggetto dalla forma talmente povera di significato da apparire non più di un brufolo sulla parete.

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De Gustibus est Disputandum

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Di Theodor W. Adorno

Anche chi è convinto dell’incomparabilità delle opere d’arte, si troverà continuamente trascinato in dibattiti in cui opere d’arte – ed opere d’arte di altissimo livello, e quindi tanto più incomparabili – vengono paragonate tra di loro e valutate l’una in confronto all’altra. L’obbiezione sollevata contro le considerazioni di questo genere, che sorgono con una caratteristica necessità, è che si tratterebbe di istinti da merciaio, del gusto di misurare a braccia.

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Benito Cereno e l’altro Io

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Di M. E. Grenander

Per un lettore attento, collaborare con un autore, cogliere i problemi etici impliciti nella sua opera, dare un giudizio morale sulla loro soluzione può essere, come nota Wayne Booth, un’esperienza esaltante. La grande attenzione riservata a Qualcuno Volò sul Nido del Cuculo, sia il romanzo che il film, riporta lo studente di storia della letteratura al fatto che anche la finzione del diciannovesimo secolo ha sollevato questioni che possono gettare nel dubbio chi crede nel Sogno Americano. È istruttivo affrontare Benito Cereno di Herman Melville e Le Avventure di Huckleberry Finn di Mark Twain, opere che trattavano la questione della schiavitù. Come il libro di Ken Kesey, entrambe rappresentano il tentativo di svegliare il lettore dal sonno dell’ottimismo per metterlo davanti alla realtà del male istituzionalizzato. Benito Cereno compare quasi trent’anni prima di Huckleberry Finn e si rivolge ad un pubblico precedente la guerra civile (ai tempi della schiavitù in America, ndt). Le intuizioni dello studioso di psichiatria Thomas S. Szasz applicate allo studio di un romanzo come Qualcuno Volò sul Nido del Cuculo si applicano anche al romanzo di Melville per ragioni che cercherò di dimostrare.

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Laggiù Dentro la Terra

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Di Enrico Sanna

Brano estratto da: Enrico Sanna, Molly Flint, Amazon, 382 pagine, 12 euro (versione kindle: 3 euro)

Una delle opinioni più profonde di Molly Flint era che Kentuck fosse la creatura più piena di alterigia che avesse mai sputato in una galleria di avanzamento. Ovviamente, tutti intendevano l’alterigia nel senso dei cavalieri, degli alci in amore e delle macchine a vapore. In quel tempo, un certo numero di uomini era convinto che il suo sangue fosse un preparato di mercurio e zolfo, e che viaggiasse nelle vene alla maniera stolida del vapore negli stantuffi neri di una locomotiva nera. Un giorno, prima di un disgaggio nel Primo Livello Est, questa meraviglia dell’umanità era seduta filosoficamente con la schiena contro un puntello e pensava ad alcune cose molto alte. Improvvisamente disse “Vado a vedere.” Lui si alzò, andò a vedere e il Primo Livello Est piovve sulla sua anima da portento. Inizialmente aveva resistito stoicamente in piedi, come se ritenesse la volta una cosa troppo plebea per osare atterrare sui suoi pensieri molto alti.

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