In Movimento

madimmitu

John Steinbeck

Questi viandanti in cammino ora erano migranti. Queste famiglie che erano vissute con un pezzo di terra, che un tempo vivevano e morivano in quaranta acri, che avevano mangiato su quaranta acri, e di quaranta acri avevano sofferto la fame, ora queste famiglie avevano l’intero West in cui perdersi. E vagabondavano, alla ricerca di lavoro, e le strade erano fiumi di genti, e i fossati erano processioni. E dietro di loro altri arrivavano. Le grandi strade erano torrenti di genti in movimento. Lì nel Midwest e nel Southwest era vissuto un semplice popolo di agricoltori, che mai aveva conosciuto altra attività, che coltivava senza le macchine, che non sapeva quanto fosse potente e pericolosa la macchina nelle mani di qualcuno. Non erano cresciuti nel paradosso dell’industria. Capivano ancora quanto è ridicola una vita industriale.

E improvvisamente furono scacciati dalle macchine e sciamarono per le strade. Fu il movimento a cambiarli. Le strade, i campi lungo le strade, la paura della fame e la fame stessa. Furono i bambini senza cena a cambiarli, e il movimento incessante. Erano migranti. Fu l’ostilità a cambiarli, a saldarli, ad unirli. Un’ostilità che spingeva i villaggi a riunirsi e ad armarsi come per respingere un invasore, squadre armate di picconi, impiegati e negozianti armati di schioppo, a protezione del mondo e contro i loro stessi fratelli.

Quando i migranti si moltiplicarono sulle strade, nel West fu il panico. Chi aveva proprietà era terrorizzato per la sua proprietà. Uomini che non avevano mai visto la fame videro gli occhi degli affamati. Uomini che non avevano mai desiderato ardentemente qualcosa videro il lampo del desiderio negli occhi dei migranti. E gli uomini delle città e dei molli sobborghi si unirono per difendersi; e si diedero rassicurazioni dicendo che loro erano buoni e gli invasori cattivi, come fanno tutti prima di combattere. Dicevano: Questi maledetti Okie sono sporchi e ignoranti. Sono degenerati, e maniaci sessuali. Questi maledetti Okie sono ladri. Rubano ogni cosa. Non conoscono la proprietà privata.

E questo era vero, perché chi non ha come può conoscere il dolore dell’avere? E quei paladini dicevano: Portano le malattie, e sono sporchi. Non possiamo ammetterli nelle scuole. Sono stranieri. Pensa se tua sorella usciva con uno di loro.

La popolazione locale si costrinse a diventare crudele. Misero su unità, e squadre, che poi armarono; e le armarono con bastoni, con i gas, con i fucili. Questa terra è nostra. Non dobbiamo permettere a questi Okie di fare quello che vogliono. E gli uomini che erano stati armati non possedevano la terra, ma loro erano convinti di sì. E quegli impiegati che la notte si addestravano non possedevano niente, e i piccoli negozianti possedevano solo un cassetto pieno di debiti. Ma anche un debito è qualcosa, e anche un posto di lavoro è qualcosa. L’impiegato pensava: Io prendo quindici dollari a settimana. E se un dannato Okie si offre per dodici? E il piccolo negoziante pensava: Come posso competere con qualcuno che non ha debiti?

I migranti sciamavano per le strade e negli occhi avevano la fame, e nello sguardo avevano il bisogno. Non avevano teorie, o sistemi, solo moltitudine e bisogno. Se c’era lavoro per uno lottavano in dieci; e lottavano per una miseria. Se quello là lavora per trenta centesimi, io mi offro per venticinque. Se lui prende venticinque, io lo faccio per venti. No, io, ho fame. Io lavoro per quindici. Io per il pane. I bambini. Dovresti vederli. Rigazzini, manco usciti dal guscio, manco sanno correre ancora. Gli dai frutta presa da terra e gli viene la pancia grossa. Io lavoro per un po’ di carne.

E gli altri vedevano che questo era un bene, perché le paghe andavano giù e i prezzi stavano su. I possidenti erano contenti e mettevano gli avvisi per far arrivare più gente. E le paghe andavano giù e i prezzi stavano su. E presto riavremo gli schiavi.

E possidenti e industriali inventarono un nuovo sistema. Un grosso possidente comprava una conserviera. E quando le pesche e le pere erano mature abbassava il prezzo dei frutti sotto i costi di produzione. Ed essendo il proprietario della conserviera, per la frutta pagava a se stesso un prezzo basso, ma manteneva alto il prezzo dell’inscatolato e si intascava il profitto. Così i piccoli agricoltori, che non avevano una conserviera, persero l’azienda, furono espropriati dai grandi possidenti, le banche e i padroni delle conserviere. Col tempo diminuirono le aziende. I piccoli agricoltori si trasferirono in città ed esaurirono il credito, ed esaurirono gli amici, e i parenti. E anche loro sciamarono per le strade. E le strade erano piene di uomini avidi di lavoro, uomini disposti ad uccidere.

E le industrie e le banche operavano per la loro rovina ma loro non lo sapevano.

I campi davano i frutti, e gli uomini affamati andavano per le strade. I granai erano pieni e i figli dei poveri erano rachitici, e sui loro fianchi crescevano le pustole della pellagra. Le grandi aziende non sapevano che il confine tra fame e rabbia è sottile. E i soldi che potevano pagare salari andavano in benzina, in armi, pagavano agenti e spie, e liste nere e addestramenti. Per le strade andavano gli uomini come formiche e cercavano lavoro, e cibo. E la rabbia già fermentava.

Annunci

Scrivi un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...