L’uomo Automatico

ritirata da mosca

Wilhelm Reich

Come si spiega il fatto che fra milioni di automobilisti, di radioascoltatori eccetera solo pochissimi conoscono i nomi degli inventori dell’automobile e della radio, mentre anche i bambini sanno i nomi dei generali politici della peste?

Le scienze naturali ricordano continuamente all’uomo che in fondo è solo un piccolo verme nell’universo. Il politico che diffonde la peste psichica continua a fargli intendere che non è un animale, ma un animale politico, quindi specificamente un non-animale, un portatore di valori, un essere morale. In fondo, quanti guai ha combinato la filosofia platonica dello stato! È chiaro perché l’uomo conosce meglio il politicante dello studioso di scienze naturali; non vuole che gli si ricordi che in fondo è un animale sessuale. Egli non vuole essere un animale.

Alla luce di questa considerazione l’animale non ha nessuna intelligenza, ma soltanto istinti cattivi, nessuna cultura, ma soltanto bassi istinti, non conosce alcun valore, ma soltanto bisogni materiali. Queste cose le afferma soprattutto quel tipo di uomo che nel guadagnare denaro vede lo scopo della sua vita. Se una guerra con i suoi massacri, come quella attuale, ha una benché minima traccia di una funzione razionale è senz’altro quella di smascherare l’abissale irrazionalità e falsità di simili idee. L’uomo dovrebbe essere contento di essere libero da sadismi, perversioni, volgarità ed essere così pieno di una capacità di vivere spontaneamente e naturalmente come un animale qualsiasi, sia che si tratti di una formica o di un elefante.

Così come fu vana la convinzione dell’uomo che la terra fosse il centro dell’universo oppure l’unico pianeta abitato, è altrettanto irreale e dannosa la sua filosofia secondo la quale l’animale è un essere senza anima, privo di ogni morale, anzi contrario alla morale. Se mi venisse in mente di affermare di essere un santo e di fracassare contemporaneamente il cranio del mio vicino con un’ascia, logicamente verrei rinchiuso in un manicomio oppure finirei sulla sedia elettrica.

Ma questa è esattamente la contraddizione nell’uomo, fra i suoi valori ideali da una parte e il suo reale comportamento dall’altra. Il fatto che abbia rivestito questa contraddizione di formule sociologiche altisonanti come il secolo delle guerre e delle rivoluzioni, oppure edificanti esperienze del fronte, oppure il massimo sviluppo della strategia militare e della tattica politica non cambia assolutamente nulla al fatto che l’uomo in nessun altro campo brancola così nel buio ed è così disperatamente smarrito come nel campo della sua organizzazione biologica e sociale.

È chiaro che questo atteggiamento non è un dato naturale ma che si è formato attraverso lo sviluppo della civiltà delle macchine.

All’inizio dell’ordinamento patriarcale è facile dimostrare che il meccanismo principale della ristrutturazione umana su un piano autoritario era costituito dalla repressione e dalla rimozione della genitalità dei bambini piccoli e degli adolescenti. La repressione della natura, del lato animalesco nei bambini fu il primo strumento per produrre succubi meccanici, e lo è rimasto. (Questo processo socio-economico è stato descritto, con tutti i suoi effetti sulla formazione delle ideologie e della struttura umana, nel mio libro Der Einbruch der Sexualmoral).

Lo sviluppo socio-economico della società ha continuato a progredire indipendentemente in modo meccanico fino ai nostri giorni. Di pari passo con ciò si sviluppò e si ramificò il tono fondamentale di tutte le ideologie e di tutte le formazioni culturali: Via dalla genitalità e Via dall’animale. Il tentativo dell’uomo di differenziarsi dalla sua origine biologica con questi due processi, quello sociale e quello psicologico, divenne sempre più approfondito e più esteso. Contemporaneamente divenne anche più approfondita e più estesa la sadica brutalità negli affari e nella guerra, l’aspetto meccanicistico nel modo di essere, l’espressione simile a una maschera sul volto, le armature contro le sensazioni, le tendenze pervertite e criminali.

Sono passati solo pochi anni da quando abbiamo cominciato a conoscere gli effetti disastrosi di questo errato sviluppo biologico. Si è tentati facilmente di prendere la cosa troppo ottimisticamente e alla leggera. Si potrebbe per esempio addurre la seguente argomentazione.

È esatto dire che l’uomo ha sbagliato quando ha preso come base la civiltà delle macchine per risalire alla propria natura. Ora, visto che riconosciamo questo errore, è semplice correggerlo: la civiltà non poteva che essere facilmente meccanicistica, ma l’atteggiamento dell’uomo nei confronti della vita può essere facilmente trasformato da meccanicistico in biologicamente funzionale. Un intelligente ministero dell’istruzione pubblica o della cultura potrebbe emanare decreti adatti per modificare l’educazione. Nel giro di una o due generazioni l’errore potrebbe essere corretto. Così parlavano numerose persone intelligenti all’epoca della rivoluzione russa dal 1917 al 1923.

Questa argomentazione effettivamente sarebbe esatta se la concezione meccanicistica della vita fosse soltanto una idea o un atteggiamento. L’analisi caratteriale dell’uomo medio in tutte le condizioni sociali invece ha rivelato un fatto che non deve essere assolutamente sottovalutato, e cioè che le concezioni meccanicistiche della vita non soltanto sono un riflesso dei processi sociali nella vita psichica dell’uomo, come pensava Marx, ma sono molto di più.

Nel corso dei millenni di sviluppo meccanico la concezione meccanicistica della vita, che è stata tramandata di generazione in generazione, si è profondamente ancorata nel sistema biologico dell’uomo. Essa ha effettivamente mutato il funzionamento dell’uomo in senso meccanicistico. L’uomo si è irrigidito plasmaticamente durante il processo di mortificazione della funzione genitale. Egli si è corazzato contro ciò che è naturale e spontaneo in lui, ha perso il contatto con la funzione biologica dell’autoregolazione ed è pieno di una grande paura di ciò che è vivente e libero.

Questo irrigidimento biologico si manifesta essenzialmente in un generale irrigidimento dell’organismo e in una limitazione dimostrabile della mobilità plasmatica: l’intelligenza è danneggiata, il senso naturale, sociale è seppellito, la psicosi è generale. I fatti che sorreggono questa affermazione sono stati descritti ampiamente ne La funzione dell’orgasmo.

Il cosiddetto uomo civile è diventato effettivamente angoloso, meccanicistico senza spontaneità, cioè è divenuto un automa e una macchina-cervello. Quindi non solo crede di funzionare come una macchina, ma effettivamente funziona automaticamente, meccanicamente. Egli vive, ama, odia e pensa solo in modo meccanico. Con l’irrigidimento biologico e con la perdita della funzione dell’autoregolazione che gli era stata data dalla natura, ha acquisito tutti gli atteggiamenti caratteriali che nell’esplosione della peste dittatoriale hanno trovato la loro più matura espressione: una concezione gerarchica dello stato, una amministrazione meccanica della società, la paura della responsabilità, il desiderio di avere un capo e la sete di sottomissione, l’attesa di ricevere ordini, un modo di pensare meccanicistico nelle scienze naturali, i massacri meccanici nella guerra.

Non è un caso se l’idea platonica dello stato è nata nella società greca schiavista. Non è nemmeno un caso che essa abbia continuato ad esistere fino al giorno d’oggi: la schiavitù tributaria è stata sostituita dalla schiavitù interiore.

Fonte: Wilhelm Reich, Psicologia di massa del fascismo

Annunci

Scrivi un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...