La Terra non è Nitrato

Pawel_Kuczynski_24

John Steinbeck

Le case erano abbandonate sulla terra, per questo la terra era abbandonata. C’era vita solo nelle baracche di lamiera ondulata, argentee e brillanti, dove tenevano i trattori. Ed era la benzina e l’olio, e il metallo lucente dei vomeri, a dare vita ai trattori. I trattori avevano queste luci scintillanti, perché per un trattore non esiste giorno o notte e i vomeri rovesciano la terra nell’oscurità e brillano sotto il sole. E quando il cavallo smette di lavorare e va nella stalla porta con sé la vita, respira, è caldo, e gli zoccoli scalpitano sulla paglia, e le mascelle afferrano il fieno, e c’è vita nelle orecchie e nei suoi occhi. C’è tepore di vita nella stalla, e il calore e l’odore dell’esistenza. Ma un trattore spento è morto, morto come il minerale da cui è nato. Il calore lo abbandona, come il calore della vita abbandona un cadavere. Allora le porte di lamiera ondulata si chiudono e il trattorista va a casa, magari a venti miglia da lì, e non deve tornare per settimane o mesi, perché il trattore è morto. E tutto ciò è facile ed efficiente. Così facile che lo stupore abbandona il lavoro, così efficiente che lo stupore abbandona la terra e non la lavora più, e con lo stupore scompaiono le comprensioni profonde e le relazioni. E nel trattorista nasce quel disprezzo che viene agli stranieri che non hanno comprensione e non hanno relazioni. Perchè i nitrati non sono la terra, e neanche i fosfati. E neanche la lunghezza delle fibre di cotone è terra. Il carbonio non fa un uomo, né il sale, né l’acqua, né il calcio. Lui è tutto ciò, ma è anche molto di più, molto di più; e la terra è molto più della chimica. L’uomo che è molto più della sua chimica, che cammina sulla terra, che devia l’aratro per evitare una pietra, che lascia che l’aratro scivoli su un’escrescenza, che si inginocchia a terra per mangiare il suo pranzo; questo uomo che è più dei suoi elementi sa che la terra è più della sua chimica. L’uomo della macchina, invece, lui che guida un trattore morto su una terra che non conosce e non ama, lui conosce solo la chimica. E disprezza la terra e se stesso. Quando le porte di lamiera ondulata sono chiuse, lui va a casa, e la sua casa non è la terra.

Fonte: John Steinbeck, The Grapes of Wrath. Traduzione di Enrico Sanna.
Immagine di Pawel Kuczinski.

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