Dora Williams

ziegfeld follies

Edgar Lee Masters

Quando Reuben Pantier scappò e mi piantò

Andai a Springfield. Lì incontrai un beone,

Che morto il padre ereditò una fortuna.

Mi sposò che era ubriaco.

La mia vita fu una rovina.

Passò un anno e un giorno fu trovato morto.

Diventai ricca. E partii per Chicago.

Dopo un po’ incontrai Tyler Rountree, bandito.

Così andai a New York. Un ricco ingrigito

S’invaghì di me: un’altra fortuna.

Morì una notte proprio tra le mie braccia, sapete.

(Per anni ho rivisto il suo viso purpureo).

Quasi ci fu uno scandalo.

E me ne andai, stavolta a Parigi. Ora ero una donna,

Insidiosa, sottile, esperta, di mondo e di ricchezze.

Il mio appartamentino presso gli Champs Élysées

Divenne un luogo per genti di ogni sorta,

Musicisti, poeti, dandy, artisti, nobili,

E parlavamo inglese, francese, italiano e tedesco.

Sposai il Conte Navigato, nativo di Genova.

Andammo a Roma. Mi avvelenò, credo.

Ora nel Camposanto sopra

La città dove il giovane Colombo sognava nuovi mondi,

Vedete voi cos’hanno inciso: “Contessa Navigato

Implora eterna quiete.”

Da: Edgar Lee Masters, Spoon River Antology. Traduzione di Enrico Sanna.

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