Il Libro Gratuito

lga immagine

Da oggi fino a venerdì primo giugno La Gran Avenida può essere scaricato gratis da Amazon. L’ebook non ha protezione. Se non hai il kindle, puoi visualizzare il libro o convertirlo liberamente in altri formati con un’applicazione gratuita come calibre. Clicca qui o sull’immagine qua sopra per andare alla pagina di Amazon. È gradito un commento, anche due semplici righe, potete pubblicarlo sulla pagina Amazon del libro o dove piace a voi. Qua sotto l’inizio del libro:

Le costruzioni di legno erano tutte da questa parte delle colline. Da questa parte c’era una pianura. Attorno alle costruzioni c’era la salvia. C’era salvia anche sulle colline, fino ad una certa altezza, e anche sulla pianura. Non c’era salvia sulla parte più alta delle colline, forse per via del vento. A volte la salvia si interrompeva e dove si interrompeva non c’era nulla tranne qualche albero irredento. Gli alberi si potevano vedere dalla distanza. Si innalzavano sulle onde di salvia immobili e a disagio. Questa era una loro peculiarità. Il lato opposto della collina non c’era. La collina finiva su un’altra collina e questa collina su un’altra collina ancora. C’erano tre colline, e dove finiva l’ultima il terreno da quella parte era più alto della pianura da questa parte.

La città era sulla pianura sotto la prima collina. Soltanto una parte, però. L’altra parte della città si allungava sulla collina e le case in quel punto sembravano messe da parte. Al di là della città c’era un fiume. A volte, lungo le strade c’erano degli alberi. Non c’era salvia nella città.

Non c’era salvia dalle parti del fiume. Soltanto filari di alberi che dovevano essere molto vecchi. Non c’era mai stata salvia in tutta la lunghezza del fiume e di tutti i fiumi finché ce n’erano. Prima di passare sotto la città il fiume curvava e curvava enigmaticamente fino ad un punto in cui l’orizzonte diventava confuso. Curvava e curvava anche dopo la città, e l’orizzonte era confuso anche da quella parte.

D’estate i mocciosi andavano nel fiume. C’era sempre molta acqua nel fiume, anche durante l’estate, e grandi pietre immobili come otri sul fondo. Il fiume veniva da lontano. Nessuno in città sapeva da dove venisse l’acqua. Quelli delle miniere ci avevano costruito sopra un ponte.

All’inizio quelli delle miniere passavano dal ponte per andare fino alla ferrovia. La ferrovia più vicina passava a Chaplan. Chaplan era cinquanta miglia a est. Non c’erano altre ferrovie, all’inizio di quei tempi. Almeno, non prima che la compagnia mettesse giù un’altra ferrovia a sud e i treni cominciassero a passare da Indianito. Indianito era quattro miglia a sud e questo faceva una grande differenza per quelli delle miniere. Quattro miglia a sud era tutto ciò che quelli delle miniere erano riusciti ad ottenere da quelle parti.

Dalla finestra uno poteva vedere il treno che passava da Indianito e il fumo restava sopra Indianito per molto tempo.

Da quando il treno aveva cominciato a passare a sud pochi ancora passavano dal ponte. Le tavole erano diventate improvvisamente nere. I ponti di legno diventano neri quando la gente smette di passarci sopra. Il legno era contratto. Potevi mettere un braccio tra due tavole. I nodi saltavano via un anello per volta e c’erano fori perfettamente tondi e grandi due pollici ed era come il legno dei fienili durante l’assedio di Vicksburg.

A volte qualcuno andava a pescare dal ponte. Pescare dal ponte non era pescare sul serio. Pescare dal ponte non dava il successo. Era un affare mite, e questo era tutto. Se volevi pescare sul serio dovevi andare nell’acqua. Non sul ponte. Non esattamente nella corrente. Semplicemente nell’acqua. Quelli che pescavano nell’acqua prima o poi sviluppavano saggezza. Pescare nella corrente non dava saggezza. Era solo spacconeria. Quelli sul ponte sedevano fino al tramonto, le spalle una sagoma nera, il fiume una mera ebollizione di rame. Comunque la gente non andava spesso a pescare.

A nord della città c’era il cimitero. Il cimitero era ordinato come la città. La città era molto ordinata e gli abitanti erano educati.

In principio non c’erano state città e neanche miniere.

Gli uomini erano arrivati alla guida dei calessi e le macchine erano sui calessi. Gli stessi uomini avevano portato le tavole e altri uomini avevano cominciato a costruire le costruzioni di legno. Erano rimasti sulla collina per settimane. Erano dappertutto sulle costruzioni di legno e attorno e genericamente sulla collina. Erano piccoli come api. Avevano montato il macchinario sulle piattaforme di legno e poi avevano fatto le costruzioni attorno alle macchine. Le macchine erano nere o rosse. Le montavano cinquanta miglia a est e le portavano con i calessi.

Sulla collina c’erano diverse miniere. Le costruzioni delle miniere erano praticamente uguali. Doveva essere così anche per tutte le altre miniere. Sotto la collina le cavità si allungavano in direzioni diverse.

Le miniere non avevano gallerie regolari ma solo una cavità. Questa cavità era una cosa peculiare. Potevi urlarci dentro come in una grotta. Quelli delle miniere allargavano continuamente la cavità dentro la collina. Dentro mettevano su una sorta di impalcatura imponente ed era come camminare in un alveare. Dicevano che non c’era altro modo di estrarre il minerale. Era così per via del terreno, dicevano.

Quel giorno due uomini arrivarono…

Leggi qui il resto

Annunci

Scrivi un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...