Morale e Cronologia

radici

Di Theodor W. Adorno

La letteratura ha trattato tutti i tipi psicologici possibili di conflitti erotici, ma il più semplice motivo di conflitto è passato inosservato per la sua stessa ovvietà. È il fenomeno dell’esser-già-occupato: una persona amata che ci si rifiuta non per antagonismi o inibizioni interne, non per troppa freddezza o per troppo calore represso, ma perché sussiste già un rapporto che esclude il nuovo.

L’astratta cronologia esercita in realtà la funzione che si vorrebbe assegnare alla gerarchia dei sentimenti. Nell’essere impegnati, oltre la libertà di decisione e di scelta, c’è un elemento del tutto accidentale, che sembra in contraddizione con ogni pretesa di libertà. Anche e proprio in una società liberata dall’anarchia della produzione mercantile, sarebbe difficile stabilire regole intorno alla successione in cui si debbono conoscere gli altri. E, del resto, un ordinamento di questo genere equivarrebbe a una violazione intollerabile della libertà. La priorità dell’accidentale ha potenti ragioni da far valere: preferendo una nuova persona alla prima, si fa, in ogni caso, del male a quest’ultima, in quanto si annulla il passato della vita comune, e l’esperienza viene – se si può dir così – cancellata.

L’irreversibilità del tempo fornisce un criterio morale oggettivo. Ma questo criterio, come il tempo astratto, è apparentato al mito. L’esclusività insita nel tempo astratto si dispiega, secondo il suo stesso concetto, nel dominio esclusivo di gruppi ermeticamente chiusi, cioè, in definitiva, della grande industria. Nulla di più commovente dell’ansietà della donna amante che teme che la nuova possa attirare su di sé – proprio per quella novità che è prodotta, per antitesi, dal privilegio della priorità – quell’amore e quella tenerezza che sono il suo possesso più prezioso appunto perché non si lasciano possedere.

Ma da questo timore commovente, senza il quale sparirebbe ogni calore ed ogni intimità, una linea ininterrotta conduce, attraverso l’avversione del fratello per il nuovo nato e il disprezzo dello studente iscritto a un’associazione goliardica per la sua matricola, alle leggi sull’immigrazione, che proibiscono l’accesso dell’Australia socialdemocratica a tutti i non-caucasici, fino alla distruzione delle minoranze razziali ad opera dei fascisti: dove calore ed intimità esplodono nel nulla. Non solo, come Nietzsche ben sapeva, tutte le cose buone sono state un tempo cose cattive: anche le cose più delicate, abbandonate alla loro forza di gravità, tendono a sfociare nella brutalità senza limiti.

Sarebbe vano cercare una via d’uscita da questo labirinto. Ma è possibile individuare il momento funesto che mette in movimento tutta questa dialettica: e, precisamente, nel carattere esclusivo del “primo”. Il rapporto originario, nella sua nuda immediatezza, presuppone già l’astratta successione temporale. Storicamente, lo stesso concetto di tempo si è costituito sulla base dell’ordinamento della proprietà. Ma la volontà di possesso riflette il tempo come angosci di perdere, senso dell’irrecuperabile. Ciò che è, è avvertito in relazione al suo possibile non essere: e solo così viene trasformato in possesso e ridotto a qualcosa di rigido e di funzionale, suscettibile di essere scambiato per un possesso equivalente. Trasformata interamente in possesso, la persona amata non si guarda neppure più. L’astrattezza nell’amore è il complemento dell’esclusività, che si spaccia per il contrario, per l’attaccamento ad un essere determinato. Questo attaccamento si lascia sfuggire il proprio oggetto proprio in quanto lo trasforma in oggetto, e manca la persona che degrada a “mia”.

Se gli uomini non fossero più un possesso, non potrebbero più essere scambiati. Vera inclinazione sarebbe quelle che si dirige specificamente verso l’altro, e si rivolge a tratti precisi ed amati, e non all’idolo della personalità, pura riflessione del possesso. Lo specifico non è esclusivo, in quanto gli manca la tendenza alla totalità. Ma è esclusivo in un altro senso: in quanto, pur senza vietarla, rende impossibile – in forza del suo stesso concetto – la sostituzione dell’esperienza indissolubilmente riferita ad esso. Il totalmente determinato ha la sua garanzia nel non poter essere ripetuto, e appunto per questo tollera l’altro accanto a sé. Il rapporto di possesso, il diritto esclusivo di priorità, ha come complemento la saggezza che si esprime in formule come questa: mio Dio, sono pur tutti uomini, e l’uno o l’altro fa poi lo stesso. Un’inclinazione che non sapesse nulla di questa saggezza non avrebbe più da temere l’infedeltà, poiché sarebbe immunizzata da ogni infedeltà.

Annunci

Scrivi un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...