L’arte Romanica

romanico

Di Jacques le Goff

L’espressione arte romanica fu usata per la prima volta da due archeologi normanni, Gerville e Le Prévost, nel 1819, per indicare l’arte dell’Occidente cristiano fra il V e il XIII secolo. La scelta di questo termine corrispondeva a una duplice intenzione: in opposizione agli archeologi inglesi dell’epoca, che chiamavano sassoni o normanni i monumenti dell’XI e XII secolo, si voleva sottolineare la parte di latinità che esisteva nell’arte medievale, prima delle trasformazioni alle quali la parola “gotico” era rimasta legata; in secondo luogo, collegandosi alla linguistica, mostrare che l’arte del Medioevo aveva preso il posto dell’arte antica come le lingue romanze avevano preso quello del latino.

Nella mente degli archeologi e dei medievisti del principio del XIX secolo, lo stile romanico è infatti uno stile spurio, un compromesso fra elementi romani riscoperti e influenze barbariche. Questa idea comunemente diffusa si trova espressa con chiarezza nel Grand Dictionnaire universel di P. Larousse (1875) alla voe “Romanico”: “Lo stile romanico non è altro che lo stile dell’architettura romana corrotto e trasformato dai barbari dal VI al XIII secolo. Le sue combinazioni architettoniche offrono soltanto delle reminiscenze. Il suo carattere è l’imitazione e il miscuglio”.

I progressi dell’archeologia medievale nella seconda metà del secolo misero in evidenza il carattere nuovo e originale assunto dall’architettura in Occidente dopo le invasioni del X secolo. Si dette allora un’accezione più ristretta all’espressione “arte romanica”: è “l’arte della costruzione e della decorazione che l’Occidente conobbe al tempo dei primi Capetingi” (Quicherat).

Ma l’idea che l’arte romanica fosse una semplice preparazione dell’arte gotica continuò a prevalere per lungo tempo: “L’architettura romanica,” dice Quicherat nei suoi Mélanges d’archéologie e d’histoire (1877, pag. 88), “è quella che non è più romana sebbene abbia molto di romano, e che non è ancora gotica, sebbene abbia già qualcosa di gotico.”  Più chiaramente ancora, Anthyme de Saint Paul (“Bulletin monumental”, 44, 1888): “I costruttori romanici hanno innalzato monumenti in cui non ci sarebbe quasi più nulla da desiderare, se la mente non fosse abbagliata dall’arte ogivale della quale essi sono, in un certo qual modo, il vestibolo.”

Annunci

Scrivi un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...