Droga, Democrazia e Religione

dioniso

Nel pensiero di Aldous Huxley

Di Maria Popova

Nel 1985, cinque anni dopo l’esperienza trascendentale indotta da 0,4 grammi di mescalina, Aldous Huxley (26 luglio 1894-22 novembre 1963, leggendario autore de Il Mondo Nuovo, meno conosciuto ma non meno affascinante scrittore di libri per bambini e moderno profeta) scrisse un saggio dal titolo Drugs that Shape Men’s Minds. Dapprima pubblicato sul Saturday Evening Post, il saggio fu poi incluso in Moksha, una collezione di opere di narrativa, saggi e lettere il cui titolo in sanscrito significa liberazione. In questo saggio, Huxley analizza vantaggi e svantaggi del nostro stato di coscienza, la ricerca universale di una trascendenza e la mutua interazione tra droghe e democrazia.

Huxley comincia spiegando perché la religione non è altro che un tentativo di codificare attraverso il simbolismo il nostro desiderio di quella che Jack Kerouac chiamava “l’eternità dorata” e che Alan Lightman descrive nel suo incontro con i falchi pescatore: la sensazione di una connessione intima con l’universo, con qualcosa che è più grande di noi:

Ogni religione nel suo pieno sviluppo si rivela simultaneamente a diversi livelli. Esiste come insieme di concetti astratti riguardo il mondo e la sua gestione. Esiste come insieme di riti e sacramenti, come sistema tradizionale di manipolazione dei simboli, tramite i quali si esprimono credenze sull’ordine cosmico. Esiste come sentimento d’amore, paura e devozione evocati dalla manipolazione dei simboli.

Esiste infine un genere particolare di sensazione o intuizione, un senso di unità di tutte le cose nel loro principio divino, la comprensione che (in parole della teologia indù) “tu sei questo”, un’esperienza mistica di ciò che sembra manifestamente l’unione con Dio.

Lo stato di coscienza può essere valutato in due modi. Perché dà a chi vive l’esperienza una migliore comprensione di sé e del mondo, e perché lo aiuta a vivere una vita meno incentrata su se stesso e più creativa.

Ricorda ciò che lamentava Mark Twain a proposito della religione e dell’egoismo dell’uomo. Huxley esamina l’autocoscienza al cuore dell’adorazione:

Ci amiamo fino all’idolatria; ma allo stesso tempo non ci piacciamo; ci consideriamo incredibilmente noiosi. Correlato con questo disgusto per il sé che noi adoriamo con idolatria, c’è in tutti noi un desiderio, talvolta latente, talvolta conscio ed espresso con passione, di evadere dalla prigione della nostra individualità, un bisogno di trascendere noi stessi. È a questo bisogno che dobbiamo la teologia mistica, gli esercizi spirituali e lo yoga. E gli dobbiamo anche l’alcolismo e la dipendenza dalle droghe.

Huxley poi esamina il modo in cui le droghe hanno cercato di soddisfare questo bisogno umano e l’interazione tra questi tentativi e la religione:

La moderna farmacologia ci ha dato tutta una serie di nuovi prodotti sintetici, ma per quanto riguarda le sostanze naturali che alterano la mente non ci sono state scoperte rivoluzionarie. Tutte le piante sedative, stimolanti, che procurano visioni, promuovono la felicità e svegliano la coscienza cosmica sono state scoperte migliaia di anni fa, in tempi preistorici.

In molte società a vari livelli di civiltà si è cercato di fondere l’intossicazione da droghe con l’intossicazione da Dio. Nell’antica Grecia, ad esempio, l’alcol etilico aveva un suo posto nella religione istituzionale. Dioniso, o Bacco come era spesso chiamato, era una vera divinità. I suoi adoratori lo chiamavano Lusios, “Liberatore”, o Theoinos, “Ispirato da Dio”. Quest’ultima definizione accorcia le distanze tra il succo d’uva fermentato e il sovrannaturale in un’unica esperienza pentecostale… Purtroppo fa anche danni. L’esperienza gioiosa della trascendenza da sé che l’alcol rende possibile si paga, e il prezzo è esorbitante.

Huxley sostiene che, se intuitivamente la soluzione sembra la proibizione totale con la forza di tutte le sostanze che alterano la mente, questa soluzione porta a conseguenze negative e “crea più mali di quanti non ne curi”; ma mette in guardia anche dalla soluzione diametralmente opposta a questa visione in bianco e nero: una “tolleranza completa e una libera disponibilità” delle droghe. Guardando al futuro della biochimica e della farmacologia, immagina lo sviluppo di “droghe potenti ma pressoché inoffensive”. Ma anche in questo caso, nota, ci sarebbero comunque grossi interrogativi riguardo l’uso e l’abuso: la loro disponibilità renderebbe gli umani più felici o più miserabili? A preoccuparlo è la tendenza storica ad esagerare con i nuovi farmaci. E scrive:

La storia delle mode mediche, è da notare, è tanto grottesca quanto la storia delle mode in fatto di cappelli femminili; in effetti, più che altrettanto grottesca è molto più tragica, dato che è in gioco la vita. Attualmente, a milioni di pazienti che non avevano alcun bisogno di ansiolitici sono state prescritte pillole, a cui ricorrono i loro medici per ogni indisposizione, per quanto insignificante. Questa è pessima assistenza medica e, dal punto di vista di chi prende la pillola, un segno di scarsa moralità e buonsenso.

Spiega poi come queste tendenze psicofarmacologiche potrebbero essere sfruttate in un contesto politico:

Le dittature di domani priveranno l’uomo della sua libertà, ma gli daranno in cambio una felicità nondimeno reale, quanto ad esperienza soggettiva, perché indotta chimicamente. La ricerca della felicità è uno dei tradizionali diritti dell’uomo; purtroppo, il raggiungimento della felicità può rivelarsi incompatibile con un altro diritto umano: la libertà.

Rispondendo alla domanda se è possibile “produrre un individuo superiore tramite la biochimica”, Huxley ricorda un esperimento fatto da ricercatori sovietici nel 1956, un piano quinquennale per lo sviluppo di “sostanze farmacologiche per normalizzare l’attività nervosa superiore e incrementare la capacità lavorativa dell’uomo”. Ovvero, energizzanti psichici. Con molta ironia, visto il contesto storico e geopolitico seguente fatto di despoti, da Putin a Yanukovich, Huxley considera i frutti di questo esperimento un’assicurazione contro il dispotismo:

Auguriamoci davvero che i russi riescano in questa impresa farmacologica. La scoperta di un farmaco capace di accrescere l’energia psichica dell’individuo, e la sua ampia diffusione in tutta l’Urss, significherebbe probabilmente la fine del governo russo nella sua forma attuale. Un’intelligenza diffusa e una mente sveglia sono i nemici più potenti della dittatura, e allo stesso tempo sono le condizioni di base di una democrazia effettiva. Anche nel democratico Occidente non guasterebbe di un po’ di energizzante psichico. In entrambi i casi, informazione e farmaci possono fare qualcosa per allontanare gli effetti di quel deterioramento del nostro materiale biologico su cui i genetisti spesso richiamano l’attenzione.

Huxley riporta tutto ciò alla religione e alla parallela artificialità dell’esperienza trascendentale:

Chi trova offensiva l’idea che una pillola possa contribuire ad un’esperienza religiosa genuina dovrebbe ricordare che tutte le ordinarie mortificazioni, dal digiuno alla veglia forzata fino alla flagellazione, inflitte a se stessi dagli asceti di tutte le religioni al fine di acquisire merito, sono anch’esse, come i farmaci che alterano la mente, potenti strumenti per l’alterazione dell’equilibrio chimico corporeo in generale e del sistema nervoso in particolare. Basta pensare a quei processi comunemente noti come esercizi spirituali. Le tecniche respiratorie dello yogi indiano consistono in lunghe apnee. Questo a sua volta aumenta la concentrazione di biossido di carbonio nel sangue. La conseguenza è un cambio qualitativo della coscienza. Ancora una volta, meditare concentrandosi intensamente e a lungo su una singola idea o su un’immagine può avere come effetto, per ragioni neurologiche che ammetto di non conoscere, un rallentamento della respirazione o anche lunghe apnee.

Casualmente, gli scienziati hanno appena iniziato a fare luce sul legame tra meditazione e allucinazioni. Ancora una volta, Huxley precorre i tempi.

A conclusione, ricorda le profonde radici spirituali e psicoemotive dell’esperienza religiosa e di quella indotta dalle droghe:

Che l’uomo possa, con mezzi fisici e chimici, trascendere se stesso in maniera prettamente spirituale è qualcosa che, agli occhi dell’idealista schizzinoso, appare decisamente scioccante. Dopotutto droga o esercizio fisico non sono la causa dell’esperienza spirituale; sono solo la sua occasione.

Ancora una volta, volge lo sguardo al futuro:

Per gran parte delle persone, la religione è sempre stata una questione di simboli e di personali risposte emotive, intellettuali ed etiche a questi simboli. Per chi sperimenta la trascendenza di sé in quell’Altro Mondo mentale che è la visione e l’unione con la natura del tutto, una religione fatta solo di simboli non dev’essere molto soddisfacente. Leggere una pagina anche del miglior libro di ricette non sostituisce un pranzo. Noi siamo esortati ad “assaggiare e sentire che Dio è buono”.

[…]

La mia opinione è che, anche se all’inizio potrebbero essere imbarazzanti, questi nuovi psicofarmaci nel lungo termine tenderanno ad approfondire la vita spirituale delle comunità in cui saranno disponibili… Da attività interessata soprattutto ai simboli, la religione potrebbe trasformarsi in attività interessata principalmente all’esperienza e all’intuizione; un misticismo quotidiano che sottolinea e dà significato alla razionalità quotidiana, i compiti e i doveri quotidiani e le relazioni umane quotidiane.

Si può considerare Huxley un pazzo o un genio-profeta, ma Moksha resta una lettura affascinante e una lente insolita attraverso cui guardare il bisogno umano di trascendenza. Se cercate un Huxley diverso, cercatelo nei suoi libri per bambini.

Annunci

Scrivi un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...