Dramma della Gelosia

dali1Di anonimo

“L’amavo troppo, e allora l’ho uccisa, dichiara l’assassino.

“E poi quest’altra:

“Dopo aver ucciso l’amante a colpi di martello, lo getta in un pozzo coi suoi due figli.

“Ciò basterà,” disse, “per l’esempio che ho scelto.

“La causa di queste reciproche distruzioni noi la chiamiamo amore. E, all’opposto, quando vogliamo esprimere il contrario dell’amore, che noi chiamiamo odio, non troviamo niente di più efficace né di più intelligente come simbolo che l’acqua e il fuoco. È per noi l’immagine di due nemici irriducibili. Tuttavia, l’uno non esiste che per l’altro. Senza il fuoco tutta l’acqua del mondo sarebbe un blocco inerte di ghiaccio, roccia tra le rocce, priva di tutti gli attributi del liquido. Non sarebbe né mare né pioggia, né rugiada né sangue.

“Senza l’acqua, il fuoco sarebbe calcinato da sempre, avendo da sempre consumato e calcinato tutto; non potrebbe fare né lampo né vista. Ma noi ora vediamo l’acqua spegnere il fuoco e il fuoco vaporizzare l’acqua; e mai abbiamo la percezione di qualcosa che li fa esistere l’uno per l’altra. Quando vediamo crescere una pianta o alzarsi una nuvola dalla montagna, quando cuociamo i nostri alimenti, o ci facciamo trasportare dalle nostre macchine a vapore, non sappiamo che stiamo contemplando e utilizzando i frutti del loro amore infinitamente fondi. Continuiamo a dire nemici come l’acqua e il fuoco, chiamare amore e i suicidi a due delitti passionali. Per cui, e a causa di cento esempi dello stesso genere, noi ci figuriamo tutto a rovescio.

“E constatare ciò mi fa sperare, ma anche questa speranza vi sembrerà disperazione. La fiducia che ho nella potenza dell’uomo vi sembrerà misantropia e pessimismo. Guarda!”

Pronunciò queste parole, che sento ancora, e che risuonano nella mia testa come conchiglie vuote:

“E sappiate che non sono uno di quelli che riutilizzano i gusci di lumache vuoti riempiendoli di lumache finte di fegato di vitello.

“Devo concludere con questo il gran discorso che vi avevo promesso sulla potenza delle parole perché ho molte cose urgenti da fare.”

Ci alzammo tutti perché c’erano, per ognuno di noi, molte cose urgenti da fare. C’erano molte cose da fare. Per vivere, cari lettori.

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