Dawe

Di Enrico Sanna

kinky

Zio bon, quanto mi piaceva tenere le sue mani mentre parlavo con lei. Le tenevo così strette che, segretamente, volevo farle del male. Volevo lasciarle le cicatrici del mio passaggio. Ora, lei aveva le palme dure. Non mi erano mai piaciute le mani dure. Sempre morbide. Ma quanto amavo tenere le sue mani.

E aveva i capelli crespi. Quando mai avevo amato i capelli crespi? Mai toccati. Mai neanche sfiorati, e neanche per curiosità. E anche senza toccarli, mi davano l’impressione di una nuvola di filo spinato. Ma i suoi capelli crespi! Ah, quanto erano belli i suoi capelli! Belli e crespi.

E non avevo sempre guardato con sospetto quelle donne che hanno gli occhi come due fessure? Forse perché non si vedono le pupille. Forse perché sembra che lei si sia assopita mentre tu sei lì che parli alla tappezzeria. E quelle due fessure… Oh, io riuscivo ad intravedere qualcosa che ondeggiava dentro quegli occhi a fessura. Come un’anima nera.

E io che non mi ero mai accorto di quello che pensavo.

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