I Chimici

I chimici

Questo era un tempo l’istituto Giua, a Cagliari. Era in via Rossini, angolo via Boito, angolo via Donizetti. Era chiamato anche I Chimici, perché era un istituto industriale ad indirizzo chimico. Era un istituto misto, uomini e donne. Forse le donne erano più di noi uomini.

Sfornava più amori che periti chimici.

La mia classe era considerata la migliore quanto a ragazze. Una volta nacque un amore tra due compagni di classe. Quando finì ci fu un certo imbarazzo. Costretti a stare nella stessa classe e non amarsi più. Non si parlavano.

C’era Roberto, che veniva da Milano, che non capiva per quale ragione una ragazza prendesse l’iniziativa con lui. Lei piangeva per lui. Una mia compagna di classe faceva da tramite. Andava da lui e cercava di convincerlo. Alla fine si misero assieme. Mi è sempre sembrato che lui non accettasse la situazione. O forse non la capiva.

La sera andavamo a piazza Pascoli. Non si chiama piazza Pascoli, ma i cagliaritani la chiamavano così. Noi facevamo gruppo. A volte qualcuno portava la chitarra. Roberto stava su una panchina con la sua fidanzatina. Ogni tanto veniva da noi e la lasciava sulla panchina da sola. Forse non capiva.

Noi gli dicevamo: “Ma perché la lasci lì da sola?”

“No, è tanto per fare due passi,” diceva lui.

Non capiva.

Durante la ricreazione, venivano ragazzi da altre classi, di quarta e di quinta. Venivano perché da noi c’erano belle ragazze. Ricordo una volta che LF era seduta alla cattedra, le gambe allungate in avanti. Era una ragazza di origine siciliana. Entra un ragazzo e le dice: “Posso sapere il tuo nome?”

Lei gli dice il suo nome. Si danno la mano. Lui fa per andarsene. Poi torna indietro e le dice: “Posso darti un bacio?”

Non so se questo rende l’idea di cosa era I Chimici. Vorrei dire di più, ma temo di creare imbarazzi. Molti ricordi sono fortemente personali.

Mi piange il cuore a vedere questo palazzo abbandonato nel cuore del quartiere di San Benedetto. Le tapparelle abbassate e scolorite. I portoni chiusi. Anni dopo è stato trasferito in un palazzo grigio di periferia. Hanno ucciso I Chimici. Hanno ucciso questa fabbrica dell’amore.

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