Valori Psichici e Introgenesi

Di Immanuel Velikovski

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Un’opera d’arte deve possedere la possibilità di assimilare. L’opera d’arte è un potere di assimilazione, accumulato e poi trasmesso ad una natura “priva di vita”, spesso in forma emblematica, simbolica.

Un’opera d’arte si serve dell’energia che viene dall’esterno (la luce per la scultura, l’energia muscolare per la musica), agisce tramite questa energia e resta immutata.

L’opera d’arte, immutabile, acquisisce il potere di assimilare energia dalla psiche creativa.

Il concetto che è nell’artista creativo, ovvero la sua energia psichica, si trasferisce alla sua opera; l’opera d’arte trattiene questa energia, agisce su migliaia di persone, evoca immagini e stati d’animo che sono dentro di loro, trasforma il regno cerebrale dell’osservatore per adattarlo all’idea che l’artista ha, o aveva, in mente. L’artista potrebbe non essere più in vita (o, che è la stessa cosa, potrebbe vivere in un altro mondo di idee), ma la sua opera mantiene la sua efficacia senza perdere alcunché. È come un miracolo. Il paniere resta sempre pieno nonostante migliaia di persone abbiano avuto il loro pane.

La legge della conservazione dell’energia è corretta solo nella sfera dell’immaginazione e soltanto se separata dalla natura inorganica. I processi vitali fanno capire che esiste un incremento e un decremento (alla morte) dei valori assimilativi, ovvero della quantità di energia nel mondo. A questo proposito, l’energia introgenetica di un’idea ha la possibilità, tramite la pietra, tramite l’inchiostro nel processo di stampa o in altri processi simili, e con la semplice aggiunta una tantum dell’energia meccanica; ha la possibilità, dicevo, di produrre un risultato che scompare solo al termine di un lento processo di decomposizione del materiale in cui tale energia viene conservata. Allo stesso tempo, questa energia causa un effetto introgenetico molto significativo nelle persone disposte a riceverla.

Quando osserviamo queste caratteristiche distintive dell’attività introgenetica da parte dei processi vitali, o ancor più dell’attività psichica, opposti ad altre forme di energia, siamo costretti a far ricorso a valutazioni morali e ad asserire che: il valore introgenetico che si perde con la morte è di conseguenza ancora più prezioso nella vita; e che: tutto ciò che possiede la capacità di procreare, e che dunque partecipa alla “immortalità del seme”, è di grande valore per la ricchezza introgenetica del mondo.

Come già detto, però, tutto ciò è poca cosa paragonato con le potenzialità introgenetiche di chi è dotato di talento rivolto alla creatività spirituale.

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