L’Odio tra Nazioni

Di Immanuel Velikovsky

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Vorrei qui prendere in considerazione uno dei problemi etici più scottanti: l’odio tra nazioni.

Nel suo insieme, una nazione può provare rabbia, odiare, diventare feroce e impazzire. L’odio e l’ostilità di gruppo, come l’odio individuale, è parte di quella tendenza, inconscia ma attiva, che spinge all’omogeneità.

Questa tendenza impulsiva, incontrastata, all’omogeneità è presente in moltissime persone. Nel singolo si esprime sadicamente contro uomini e animali dell’ambiente circostante, sadismo venato talvolta di risentimento e talvolta di soddisfazione. Questa tendenza all’omogeneità nasconde la ricerca di qualcosa che possa agire da sostituto dell’oggetto proibito, punta alla trasformazione. Un marito che non riesce a vincere l’impulso che lo spinge a cercare l’omogeneità è eccessivamente geloso, tormenta la moglie, e spesso odia i suoi rivali immaginari; generalmente, però, ha in mente una persona specifica, e dunque non fa altro che rimpiazzare un’emozione e un oggetto con un’altra emozione e un altro oggetto.

Lo stesso processo di avvilimento ha luogo nell’inconscio di una collettività. Il rappresentante di un popolo appare agli occhi di un altro popolo come qualcosa di eteromorfo. Con grande sollievo interiore, la sensazione soffocante che provoca l’aspirazione segreta ma mai dimenticata all’omogeneità trova un sostituto nella rappresentazione di una nazione straniera. L’odio per persone dello stesso sesso, ma esteriormente diverse, rappresenta l’impulso alterato, mai superato, che spinge all’omogeneità: una nazione diversa invece di un sesso diverso; e l’odio al posto della tolleranza. Così, l’odio di una nazione contro un’altra è una tendenza mai superata, accumulata, onnidirezionale, che tende all’omogeneità tra individui.

La metamorfosi dalla tendenza all’omosessualità al sadismo è una degradazione.

Nella vita collettiva di una nazione, il sadismo è più evidente nel militarismo. Le battaglie simulate, gli esercizi con la baionetta, gli assalti, le esercitazioni di tiro, sono soddisfazioni legalizzate dei bisogni sadici delle masse.

La vita di caserma in un’età in cui il desiderio sessuale è forte, la vita in comune tra giovani, il fatto di dormire tutti nello stesso luogo, confinati assieme per mesi e anni, tutto ciò è il tributo da pagare alla stessa passione. In una caserma, le tendenze inconsce spesso diventano consce e portano ad atti di pederastia.

Sappiamo dal simbolismo dei sogni che una spada, una rivoltella, un fucile, un cannone sono simboli sessuali fin troppo evidenti. Pugnalare, stoccare, sparare: tutti questi sono atti simbolici. Diretti verso altri uomini, però, diventano simboli di un’attività omosessuale. L’atto sadico prende il posto dell’atto sessuale, e così avviene nella vita privata di una singola persona quando viene frustrata una passione omosessuale inconscia.

Le nazioni hanno i loro emblemi, che sono simboli intrinsechi del carattere nazionale conscio e inconscio. Il sadismo collettivo contiene un emblema collettivo. Leoni con le fauci spalancate e aquile con gli artigli sono i simboli più amati.

Seguendo la natura inconsciamente bisessuale dell’uomo, gli emblemi sono innumerevoli e mostrano simboli sia eterosessuali che omosessuali. Molti emblemi hanno una doppia faccia. L’aquila bicipite, così come Giano bifronte, sono interpretati come simboli di doppia sessualità, o come espressione di un sentimento doppio.

Nell’interesse del concetto comune di nazione, le tendenze omosessuali vengono rigettate per essere dirette contro le razze straniere. In tempi di pace questa tendenza trova soddisfazione, come dimostrato dall’esistenza di surrogati della caserma, che non sempre sono semplici surrogati.

Evolvendosi, questo processo ha portato al passaggio da “ama il tuo prossimo” a “odia lo straniero”. Ma l’odio attira quanto l’amore. Se si sostiene che la guerra e l’ostilità tra nazioni confinanti hanno origini esclusivamente economiche, si fa però fatica a spiegare quali sono le ragioni economiche alla base delle relazioni tra turchi e armeni.

Il turco che assalta e pugnala l’effeminato armeno ricorda l’uomo che uccide la sua vittima per gelosia.

Le cose non sono tanto diverse se consideriamo la secolare inimicizia tra tedeschi e francesi. Qui la voglia di invadere il territorio straniero fino ai recessi più reconditi per dare sfogo alla propria vendetta appare l’unica molla che spinge ad agire. È difficile dimostrare che esiste contraddizione tra gli interessi economici tedeschi e quelli francesi. Eppure l’ostilità esiste.

La tendenza all’omogeneità nell’inconscio del singolo individuo diventa lo strumento di tutti, che poi viene diretto contro il “simile ma straniero”.

Finora, tutto ciò che è stato scritto, letto e predicato per promuovere la causa della pace si è dimostrato infruttuoso. Perché? Si può predicare quanto si vuole per la riconciliazione tra i popoli senza mai riuscire ad ottenere più di quel medico che consiglia al paziente di lasciar stare la malattia e vivere bene, ovvero senza mai risolvere l’enigma che avvolge i sentimenti e il comportamento umano.

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2 pensieri su “L’Odio tra Nazioni

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