Note su Guerra e Selvaggi

Di Enrico Sanna e un villaggio Ovambo ora rinato

oshiwambo_danza

Un dato di fatto su cui la scienza si è espressa con unanimità è che le popolazioni selvagge vivono nella guerra perenne. Sennò che popolazioni selvagge sarebbero?

Anche noi sardi un tempo eravamo selvaggi. Eravamo selvaggi quando, e perché, vivevamo nei nuraghi. Oppure vivevamo nei nuraghi a conferma della nostra selvaggità. Ovviamente, facevamo sempre la guerra.

Brrr!

Poi siamo stati salvati dai romani. Ça va sans dire che abbiamo smesso di fare la guerra. Tra di noi, almeno. Poi ci siamo ricascati approfittando della caduta dell’impero (ad opera di altri selvaggi). Poi siamo stati redenti dagli aragonesi e dagli spagnoli. Infine, siamo arrivati all’attuale stato di grazia con gli italiani. Con la Ue siamo arrivati al latte e miele.

Ma la triste sostanza rimane: i selvaggi fanno la guerra. Sono perennemente violenti. Per un selvaggio, la guerra è una fisima irrinunciabile. Basta leggere un libro di Haggard per avere la conferma lampante. Haggard visse in Sudafrica. Faceva il segretario assistente del vicegovernatore della colonia di Natal. Chi meglio di lui poteva conoscere i selvaggi?

Quando gli esperti trovano punte di freccia per terra, arrivano immediatamente alla deduzione che si tratta dei rimasugli di una guerra tra villaggi, tribù, famiglie o quello che vi pare. Che altro, sennò? La caccia? Impossibile. Se anche i selvaggi mangiavano selvaggina, invece delle solite bacche e radici, era perché le bestiole si consegnavano spontaneamente. O perché cadevano a terra stecchite vedendo quanto erano effettivamente selvaggi i selvaggi.

Ovviamente, i selvaggi mangiavano la selvaggina così com’era, con ossa, pelle, peli delle orecchie. Tutto crudo. Strappato con i denti.

Noi sappiamo che i posti dove vivevano questi selvaggi sono pieni di punte di freccia. Questo dimostra che facevano la guerra senza sosta. E così facendo seminavano punte di freccia. Più o meno come oggi i campi dove arriva la civiltà sono seminati di uranio impoverito. Che però serve a curare l’acne e rosolare gli hamburger.

Vedi un po’ il progresso come cambia le cose!

Ora, guardate questo prodigioso filmato qua sotto. La popolazione di questo villaggio, ora rinata grazie ad un programma finanziato dalla Fondazione Bill & Melinda & Coca Cola, dà un’idea di come era la vita prima dell’arrivo dei salvatori occidentali. Ascoltate gli strilli di guerra, che servivano a ridurre il nemico ad un purè psicologico. Guardate cosa facevano ai prigionieri di guerra: li pestavano con i loro piedacci fino a ridurli ad uno scendiletto. Guardate la rivoltante parata militare con cui si apre la scena. Con tutte quelle armi orribili. Ad un certo punto, a 2,05 minuti, mentre la concubina dello stregone lancia le maledizioni, due di loro fanno vedere come venivano impalati e sepolti vivi i vecchi moribondi.

Oh mores!

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