Il Declino del Pop (II)

Ecco perché oggi la musica popolare non entusiasma più i giovani

The Daily Bell

woodstock

Prima parte pubblicata l’altroieri

Se quello che scrive è vero, McGowan dimostra chiaramente come i numerosi artisti dell’area di Los Angeles provenissero da famiglie di militari o con un passato militare. Questo è ciò che dice di Zappa:

Considerato che Zappa, secondo molte testimonianze, era rigidamente autoritario, maniaco del dominio e sostenitore delle azioni militari nel sud-est asiatico, forse non sorprende che non sentisse alcuna affinità con il movimento giovanile che pure aiutò a crescere. Ed è forse lecito affermare con sicurezza che anche il papà di Frank aveva pochi riguardi per la cultura giovanile degli anni sessanta, visto che era, in caso ve lo siate chiesti, uno specialista nella guerra chimica assegnato a (dove sennò?) l’Arsenale di Edgewood. Edgewood, ovviamente, è da lungo tempo il punto focale del programma di guerra chimica americana, oltre che una struttura apparentemente connessa all’operazione MK-ULTRA.

È curioso notare che Frank Zappa letteralmente crebbe nell’arsenale, avendo vissuto i primi sette anni in un alloggio militare dentro il complesso. In seguito la famiglia si trasferì a Lancaster, in California, vicino alla base aerea di Edwards, dove Francis Zappa continuò a produrre materiale segreto per il complesso militare-spionistico. Intanto suo figlio si preparava a diventare un’icona del movimento pace & amore. Niente di insolito, immagino.

L’agente di Zappa, tra l’altro, è un personaggio oscuro di nome Herb Cohen, arrivato a Los Angeles dal Bronx con sua madre Mutt poco prima che la scena musicale e dei club decollasse. Cohen, un ex marine, aveva passato alcuni anni in giro per il mondo prima di arrivare sulla scena di Laurel Canyon. Curiosamente, questo viaggiare l’aveva portato in Congo, nel 1961, proprio quando il primo ministro di sinistra Patrice Lumumba veniva torturato e ucciso dalla nostra Cia. Nessun problema, però; secondo uno dei biografi di Zappa, Cohen non si trovava in Congo in qualche sorta di nefasta missione spionistica. No, che ci crediate o no era lì a fornire armi a Lumumba “in aperta sfida alla Cia”. Perché, sapete, questo era il genere di cose che gli ex marine facevano a quei tempi (come vedremo ben presto quando daremo uno sguardo ad un altro luminare di Laurel Canyon).

L’implicazione (in realtà più di un implicazione) è che la generazione “pace e amore” fosse almeno in parte una promozione dei servizi segreti architettata per provocare un gap generazionale e generare caos sociale. Compresa nell’operazione era, per quanto se ne sa, la decisione di inondare la West Coast con la lsd.

Timothy Leary, assieme al mega distributore di lsd Owsley Stanley, era apparentemente associato alla Cia. Il paroliere dei Greatful Dead Robert Hunter e il leader dei Merry Prankster Ken Kesey (fondatore e promotore dei “test acidi” durante gli anni sessanta) apparentemente parteciparono ad una “ricerca” governativa sulla lsd presso la Stanford University.

Il legame tra la Cia e la lsd risale agli anni cinquanta e al progetto MK-ULTRA, presumibilmente un programma di ricerca sul controllo della mente. Wikipedia: “I primi impegni della Cia si incentravano sulla lsd, che più tardi arrivò a dominare i programmi di MK-ULTRA. I rappresentanti dello staff tecnico sapevano che la lsd distorce il senso della realtà di una persona, e volevano capire se in qualche modo era possibile alterarne il sentimento di lealtà. … I documenti di MK-ULTRA furono deliberatamente distrutti nel 1973 per ordine dell’allora direttore della Cia Richard Helms.”

È facile capire come il movimento della controcultura degli anni sessanta fosse probabilmente spinto dai servizi segreti americani e come la musica facesse parte del programma. La musica rafforzava e approfondiva l’adesione dei giovani alla controcultura.

Se è così, l’attuale scena musicale, nonché il suo fallimento, acquistano chiarezza. La musica popolare oggi manca di una sovrastruttura fatta di solidarietà e significato profondo.

La scena musicale attuale non solo manca di risonanza culturale, ma è anche messa a dura prova dalle tecnologie moderne e da internet. Su internet si trovano numerosi giovani artisti di talento che non sono legati da contratti discografici. Nella tradizionale industria discografica, apparentemente, il talento non era determinante per il successo.

Internet riduce anche la coesione sociale associata alla musica. Quando le sale di registrazione erano poche, le case discografiche potevano controllare facilmente il risultato; oggi è molto più facile registrare musica e diffonderla senza essere vincolati da un contratto.

Da ciò si capisce che la musica popolare di oggi non ha lo stesso potere culturale che aveva nel ventesimo secolo. E, cosa secondo noi importantissima, è molto difficile che le élite riescano a manipolare aggressivamente la musica e la cultura giovanile come nel secolo scorso. I media alternativi, inesistenti nel novecento, esporrebbero immediatamente la manipolazione.

Conclusione

La musica popolare è un’altro di quegli strumenti manipolativi che la Riforma Internettiana sta mandando all’aria.

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