Prevenire e Curare l’Ebola

Di David Brownstein

virus

Ora che il virus di ebola è su tutte le prime pagine, credo che sia il momento di dare qualche indicazione sulle misure da prendere per non contrarre la malattia. Ricordate che la medicina convenzionale non ha trattamenti efficaci contro il virus di ebola. Il virus si è diffuso a causa di una risposta internazionale lenta.

L’infezione fa paura perché il tasso di mortalità è molto alto: dal 50 al 90%. Inizialmente, i sintomi dell’infezione somigliano a quelli dell’influenza o di altre infezioni dell’apparato respiratorio. Con il tempo, però, può portare a forti dolori muscolari, insufficienze renali e epatiche, e emorragie in vari punti del corpo. Inutile dire che l’ebola è da prendere molto seriamente.

Come dicevo, non esistono trattamenti convenzionali. Questo non significa che siamo impotenti. Esistono molte terapie antivirali naturali che possono essere efficaci anche contro l’ebola. Sarebbe una buona cosa se chi è al potere cominciasse a testare queste terapie. Sarebbe buon senso. Il potere, invece, scoraggia il ricorso alle terapie alternative senza offrire alternative. È una brutta situazione.

Tenete presente che l’ebola, come ogni altra infezione virale, può essere curata solo con un forte sistema immunitario. Il nostro sistema immunitario è forte per natura e questo dovrebbe rappresentare una difesa vigorosa dagli agenti infettivi. Ma il sistema immunitario può difendersi vigorosamente solo se possiede le materie prime. Sono più di vent’anni che controllo la nutrizione dei miei pazienti e, purtroppo, la maggior parte manca delle materie prime di base di cui il sistema immunitario ha bisogno per funzionare in maniera ottimale.

Il mio consiglio, se si contrae una malattia virale, è di fare il minimo indispensabile per ottimizzare il sistema immunitario. Qui spiego quali sono i quattro elementi più importanti.

Il primo è la vitamina C. L’organismo umano non riesce a produrre da sé la vitamina C. Se non prendiamo abbastanza vitamina C dalla dieta il sistema immunitario non funziona in maniera ottimale e diventiamo soggetti a varie infezioni, ebola compreso. La letteratura medica parla di molti casi di malattie virali, o altrimenti infettive, curate con la vitamina C. La vitamina C attiva il sistema immunitario permettendogli di combattere qualunque infezione. Quanta ne occorre? Io suggerisco 5.000 mg al giorno. Se ci si ammala, occorre prenderne di più. Il bisogno dell’organismo cresce drammaticamente quando ha a che fare con un agente infettivo.

Tutti i pazienti malati di ebola dovrebbero ricevere la vitamina C per via endovenosa. Anche se non si conoscono studi, non dubito che la vitamina C per endovena sarebbe di grande aiuto ai pazienti che soffrono non solo di ebola, ma di qualunque agente infettivo. Nella mia pratica, uso la vitamina C per endovena da più di vent’anni. Quando l’organismo è sotto stress, cresce il bisogno di vitamina C. La vitamina C presa per endovena produce un livello di siero sanguigno molto più alto della stessa vitamina presa per via orale. L’assunzione endovenosa di vitamina C dovrebbe rientrare nel trattamento standard di tutti i pazienti di ebola. Anzi, dovrebbe essere standard per tutti i ricoverati.

Cos’altro si può prendere per prevenire un’infezione virale? Io suggerisco la vitamina A. La vitamina A è indispensabile al funzionamento e al mantenimento in efficienza del sistema immunitario. Nei casi di malattie virali acute, ho trovato che una serie di brevi trattamenti con vitamina A (non beta carotene) possono essere d’aiuto. 10-100.000 U di vitamina A al giorno per un periodo variabile da qualche giorno a qualche settimana possono stimolare il sistema immunitario e aiutarlo a combattere le infezioni virali.

Anche la vitamina D è importante. Più dell’80% dei pazienti ha carenza di vitamina D. Mantenere livelli adeguati di vitamina D aiuta a tenere il sistema immunitario in forze. Alla maggior parte di pazienti suggerirei 2-6.000 U di vitamina D3 al giorno. Durante la fase acuta, 50.000 U al giorno per qualche giorno si sono dimostrate di grande aiuto.

Lo iodio è essenziale. Non si conoscono virus, batteri o parassiti che possano resistere allo iodio. Negli ultimi quarant’anni, i livelli di iodio sono crollati del 50%. Mantenere un livello sufficiente di iodio è una delle cose più importanti che si possano fare se si vuole aiutare il sistema immunitario. Mantenere un livello sufficiente di iodio è una delle cose più importanti per il sistema immunitario. Io trovo che 12-50 mg al giorno possono bastare. Ulteriori informazioni si possono trovare nel mio libro, Iodine: Why You Need It, Why You Can’t Live Without It.

Io non consiglio di prendere queste grosse dosi di nutrienti senza prima consultare un medico specialista. Un sanitario competente può ordinare gli esami appropriati e guidarvi nella terapia più adatta al vostro caso.

Ci sono anche tante altre terapie che possono aiutare a combattere l’ebola e altre infezioni, come l’argento, l’acido alfa lipoico, gli acidi grassi a catena media e corta (che si trovano nell’olio di cocco), le sostanze minerali e le erbe.

Sarei negligente se non citassi le quattro cose che chiunque può fare a casa sua per migliorare il proprio sistema immunitario. Primo, è importante mantenere l’idratazione. Secondo, mangiate cibo sano. Troppo zucchero rovina il sistema immunitario. È stato dimostrato che l’ingestione di zucchero raffinato rallenta l’attività dei leucociti per ore. Mantenere un livello salino adeguato è un obbligo. La maggior parte delle persone non ingerisce abbastanza sale. Il sale greggio è l’ideale. Gli agenti infettivi preferiscono un ambiente poco salino: è per questo che il sale è usato come conservante. Ulteriori informazioni sul sale si possono trovare nel mio libro, Salt Your Way To Health. Per finire, non mi stanco mai di evidenziare l’importanza dell’esercizio. L’esercizio stimola il sistema immunitario.

Ebola dovrebbe essere preso seriamente. Sarebbe bello se chi sta al potere desse un’occhiata alle terapie naturali che ho elencato qui. Io ho sperimentato la loro efficacia. Non dubito che funzionerebbero anche in un paziente malato di ebola.

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