Da Alessandria a Gutenberg a Etsy (II)

Seconda parte

Enrico Sanna

salterio_diurno_del_xvii_secolo

I giornali perdono lettori continuamente. Il loro problema è immediato. Gli editori affrontano un problema immediato, le copie pirata su internet, e uno nel futuro, la mancanza di diritti d’autore. Editori di libri e editori di giornali combattono due battaglie diverse. Per questo i giornali chiedono risposte immediate: finanziamenti pubblici. In Italia, i giornali ricevono milioni di euro di finanziamenti pubblici. Perché la gente non compra i giornali, né in edicola né su internet. Per loro, il problema è mantenere il privilegio. Ad un certo punto non basterà.

L’editoria di carta è destinata a scomparire? Sì. Anzi, no.

Il libro che trovate in edicola a due euro è destinato a scomparire. Dico due euro con incentivi pubblici. I costi di produzione e distribuzione di un libro sono più alti. Metteteci la carta, l’inchiostro, la manodopera, il trasporto, i resi. E i diritti d’autore pagati all’editore. Anche nel caso di un classico, senza diritti d’autore, i costi sono più alti. Un libro digitale lo trovate per tre euro. Un classico per meno. Io ho comprato una buona edizione di Remarque per un euro o due, non ricordo bene. Molti potete prenderli gratis.

Tutto questo vale per chi acquista libri da leggere, non da esporre nella libreria del soggiorno.

Molti libri finiscono in soggiorno, bene in vista. Anni fa Umberto Eco vendette un milione di copie del suo romanzo Il Nome della Rosa. Perché? Perché la gente aveva visto il film. E nel film c’era Sean Connery. E poi perché Umberto Eco era un intellettuale. Era un semiologo. Quasi tutti quelli che comprarono il libro non sapevano cosa fosse la semiologia. Non avevano mai letto nulla. Non hanno mai letto neanche Il Nome della Rosa. Però sapevano chi era Sean Connery. Li sentivi parlare del libro. In realtà parlavano del film. Confondere cinema e letteratura è comune. Questa frase l’ho sentita qualche anno fa in una trasmissione televisiva: “Moby Dick, sì, il cartone animato.”

In Italia, quando uno vende più di 200.000 copie, significa che il suo è un libro da soggiorno. Il Nome della Rosa era un libro da soggiorno. I libri di Faletti sono libri da soggiorno. In certi ambienti, oggi démodé, Il Capitale di Marx era un libro da soggiorno. A queste persone non interessa avere questi libri nel Kindle o nel Kobo. Lì dentro nessuno li vede. I byte non si possono mettere in mostra.

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