Da Alessandria a Gutenberg a Etsy (I)

Prima parte

Di Enrico Sanna

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Amazon è il più grande venditore di libri al mondo. Prima di venti anni fa Amazon non esisteva. Jeff Bezos, il padrone di Amazon, non può scrivere sulla home page del sito, “Fondata nel 1876”, o qualcosa del genere. Non so se il pensiero non lo lascia dormire.

Quasi un anno fa, Amazon pubblicò i dati sulle vendite dei libri nel suo sito durante il 2012. Le vendite dei libri digitali, gli ebook, erano cresciute del 70%. Anche le vendite dei libri cartacei erano cresciute, ma molto meno: il 5%. Alla fine del 2012, in Italia, le vendite del Kindle si ingolfarono. Per i modelli a colori, Amazon garantiva la consegna in un periodo di mesi. Può darsi che ci fosse un problema con le forniture. Ad ogni modo, il mercato era vivace.

Un anno fa, il modello base costava ottanta euro. Oggi, lo stesso modello è venduto per sessanta. Tra un anno ne costerà cinquanta, o quarantacinque. Tra cinque anni, forse meno, basterà ordinare cinque libri digitali per avere un lettore in regalo, o ad un prezzo simbolico. Lo stesso sta accadendo ad altri lettori, come il Kobo. Crescono le vendite, cresce la concorrenza, calano i prezzi.

Ricordate quando il cellulare era un bene di lusso?

I grossi editori mettono sul loro sito web questa scritta: Non inviate dattiloscritti. L’editoria tradizionale pubblica soltanto libri che danno il successo sicuro. Quelli che si ripagano in poco tempo e garantiscono una rendita per molti anni. Come gli alcolizzati, devono pompare sempre più zozza per arrivare alla sberla. Va bene il calciatore famoso, l’attore famoso, il cantante famoso, il politico famoso, il cacciaballe famoso. Va bene il libro scandalo. Il libro scandalo è un libro banale che viene annunciato come libro scandalo. È banale. Ma molti si gasano solo a toccarlo. È in calo ma tira ancora.

Le case editrici sono di due tipi: lo stampatore e l’editore. Il primo è solitamente un tipografo che è iscritto come editore. Stampa il tuo libro, almeno cinquecento copie, e te le scarica a domicilio. Le copie te le vendi da te. Al massimo ne vendi un centinaio, se hai una famiglia numerosa e indulgente. Il resto va nell’eredità. Che significa nel caminetto. Se uno è furbastro, si fa comprare lo stock dall’assessore. Io conosco un furbastro. Quando pubblica un libro l’amministrazione comunale fa una delibera e ne compra un certo numero di copie. Che finiscono da qualche parte.

L’editore ti fa firmare un contratto con cui tu cedi il 100% dei diritti d’autore a lui. Il libro non è più tuo. C’è il tuo nome, ma non è tuo. È dell’editore. In cambio ti dà una percentuale sulle vendite. L’editore incassa i diritti d’autore per settanta anni dopo la morte dell’autore. Una passione durevole.

Fate i calcoli.

Hemingway è morto cinquantatré anni fa. Secondo Wikipedia, il suo primo libro, Torrents of Spring, uscì nel 1926, quasi novanta anni fa. L’editore, Scribner, sta ancora incassando i diritti di qualunque edizione e ristampa in qualunque lingua in qualunque parte del globo. Tranne quei paesi in cui i diritti d’autore hanno una durata più limitata. Ma sono pochi. Per il resto, continuerà ad incassare per altri diciassette anni, quando il libro avrà più di un secolo.

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