Ovambo!

Di un gruppo di bambine della Namibia e Enrico Sanna

oshiwambo_danza

Danza.

Uno pensa alla danza e gli viene in mente scuola. Scuola di danza. Per scuola s’intende una sala, uno stanzone. Insomma, un luogo grande, chiuso, ben illuminato. Magari con le pompe di calore. Magari. Se l’assessore mette l’Associazione Scuola di Danza Jumping Mary nella lista. Si può anche mettere il tatami e si fa danza kabuki. Esiste la danza kabuki?

Le scarpe. Oh, le scarpe. E il tutù. E il mutuo. Il mutuo per pagare i tutù. Al plurale. Perché uno si può rovinare, e allora c’è l’altro. E l’altro ancora perché non si sa mai. Metti che la bimbuccia va al distributore che è all’ingresso e ti prende il merendero senza glutine. Com’è e come non è, il deglutinato finisce sul tutù. Plaff! Da qui il mutuo.

E poi il saggio. Il saggio finale. Il saggio di fine anno. Che carucce! Che coordinazione di movimento! Come sparare un petardo in una piccionaia. Certo poteva andare meglio. Magari l’anno prossimo. Sì, l’anno prossimo sarà molto meglio. L’assessore ha detto che l’anno prossimo sarà pronta la nuova sala poliedrica con il pavimento ignifugo, le lampadine a bassa emanazione di ciodùe e le docce a emanazioni positroniche.

La doccia positronica opera miracoli. E poi ce la chiede l’Europa.

Poi però vedi queste bambine. Uno spiazzo di terra battuta. Una bacinella rovesciata che fa da tamburo. E una danza da Dio.

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