Pops!

Dal romanzo La Piccola Miniera

Di Enrico Sanna

Questo qua sotto è un pezzo preso dal mio libro La Piccola Miniera.

Ci pensate? Sono seduto qui e scrivo “Questo qua sotto è un pezzo preso dal mio libro La Piccola Miniera”. E, pum, ecco qua la roba. Pigio un cosettino lì a destra e voi leggete quello che ho scritto. Voglio dire che un tempo mica era così. Dovevi fare le fotocopie. E a chi le davi? A qualcuno. Una decina di persone. Metti venti. Giusto perché c’era la fotocopiatrice.

E prima?

Pensate a Dante Alighieri. Il povero Dante. Ad un certo punto, gli venne l’idea di dedicare il Paradiso a Cangrande della Scala. Generosità pelosa. Dante era senza casa. Ramingo. Ma pur sempre generosità. Gli avrà mandato un esemplare del poema? Se sì, come? Avrebbe dovuto farne una copia. Una copia! Nel quattordicesimo secolo! Dovevi assoldare un amanuense, ed erano cari e rari. E la carta? Mica c’erano le risme Fabriano A4. Capite le difficoltà? Anche solo scrivere la lettera a Cangrande gli sarà costato tre conigli scuoiati e la suola di un sandalo. Ed era Dante Alighieri, il grande poeta.

E invece io, tic tic. Quasi quasi mi vergogno.


Jakey e Greg scesero dal camion. Uno degli uomini della barberia si avvicinò a Greg e iniziò una piccola discussione.

“Perché non siete venuti prima?” disse l’uomo, entusiasticamente. “C’erano due tipi fino a poco fa.”

“Quali tipi?”

“Due tipi di un giornale.”

“Al diavolo i giornali! Ehi, Pops, un sacco di tempo che non ti vedevo!”

“In gamba, Greg,” disse Pops.

“In gamba, Pops,” disse Greg.

Pops e Greg si strinsero la mano. Jakey mise il cappello sulla testa e cominciò ad avvicinarsi a Pops con un certo angolo. Alcuni uomini che erano rimasti a lungo davanti al Coyote cominciarono ad entrare nel bar.

Jakey disse: “Ehilà, Pops!”

“Tirate sempre il brasato, Jakey?” disse Pops.

“Tiriamo sempre. Da quand’era che non ci vedavamo, eh, Pops?” disse Jakey.

“Avete ancora quella buca da cani?” chiese Pops.

“Jakey è il capo,” disse Greg. “Diglielo, Jakey.”

Pops guardò Jakey. “È vero che sei tu il capo, Jakey?”

“È vero,” disse Jakey.

“Si dà arie come un grillo,” disse Greg. “Se ci beccano, Jakey si fa un anno in più di tutti.”

Pops rise. Gli mancava un dente rispetto all’ultima volta e tutto il resto attorno al dente mancante era Pops originale. Jakey sorrise un sorriso generico. Curiosamente, gli venne in mente di suo cugino Paul nell’Iowa, e della fattoria che aveva laggiù, e delle colline che erano da quelle parti. Credeva che l’erba delle colline dovesse essere inspiegabilmente verde tutto l’anno, da quelle parti, ma forse si confondeva con un ricordo d’infanzia.

“Cos’è questa storia che c’erano due tipi di un giornale?” disse Greg.

“Se ne sono andati appena adesso,” disse Pops. “Fattelo dire da Brenton. Lui è più bravo di me a dire le storie.”

“Bè,” disse Brenton, muovendo le mani peculiarmente. Brenton non era buono per le storie. Muoveva le mani, più che altro. “Bè, c’erano due di un giornale e hanno preso Martin e Jack per due bootlegger…”

“Non sono mai stati sotto, Martin e Jack,” protestò Greg.

“È vero,” disse Pops. “Il fatto è che quelli c’hanno cominciato a insistere che stavano cercando un bootlegger. Avevano la testa piena di balle sentimentali sui bootlegger, e a un certo punto Martin piglia e ci ha detto che loro erano due bootlegger. Piglia e ci fa ‘Noi siamo due bootlegger’. Una storia del genere.”

“Ci ha detto ‘Bè, io e il mio amico siamo due bootlegger’,” disse Brenton. “E loro: ‘Dev’essere una vita brutta.’ ‘Una vita brutta? Un inferno!’ ci ha detto Martin.”

“A quelli non ci è sembrato vero. Sicuro che vogliono fare una cosa per metterla sul giornale. Tipo una storia di come vivono i bootlegger. Una di quelle cose così.”

“Li porterà mica davvero in una buca da cani?” chiese Jakey.

“Naa! Però è sicuro che ci fanno credere un sacco di storie a quei due. Sicuro che s’inventano le storie come matti. Magari li portano un po’ in giro e ci dicono un sacco di cose tristi tanto per farli gasare. Magari alla fine ci fanno una foto e la mettono sul giornale.”

“Martin e Jack sul giornale!” disse Greg. “Ce li vedi, Pops?”

“Se lo fanno, mettiamo il giornale da George,” disse Pops, agitando un dito in direzione del Coyote. “Voglio vederli. Martin e Jack. La vita tragica di due bootlegger.”

“Di che giornale erano?” chiese Greg.

“Non l’ho capito,” disse Brenton. “Probabile che ce lo dicono a Martin.”

“Sicuro che ce lo dicono,” disse Pops.

“Può darsi,” disse Brenton.

“Comunque Martin ce lo chiede sicuro,” disse Pops.

“Puoi contarci,” disse Brenton.

Pops scosse la testa.

“Cornelius è dentro?” chiese Jakey.

“È dentro,” disse Brenton.

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Un pensiero su “Pops!

  1. Martine, étes-vous la même qui avait parlé des ours sur un blog consacré à l&gÃouq;sƒÂ©colorie aussi? et qui avait été un peu raidement accueillie?

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