Soldi, Soldi, Soldi

epidemia medicina

Boaventura Antunes

Negli ultimi decenni, la contraddizione fra i miliardi che circolano nel settore finanziario e la miseria dei salari di chi ha ancora un lavoro non ha mai smesso di aggravarsi. La maggioranza dei sette miliardi di esseri umani del pianeta resta prigioniera di un’economia del centesimo; i residenti dei quartieri di lamiera delle megalopoli di tutto il mondo intravvedono a malapena il colore dei soldi e, in seguito al collasso dell’economia locale, rimangono impigliati nella rete barbara della dipendenza personale postmoderna. Negli ultimi anni, le classi medie dei paesi centrali hanno sperimentato la valorizzazione fittizia degli attivi finanziari e degli immobili, rispetto al lavoro (il cui rendimento continua a cadere), con le banche costrette a svolgere solo dei servizi minimi per non lasciar fuori quella parte della popolazione ancora solvibile.

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Furiosi?

ansia

Il capitolo «La società italiana al 2019» del 53° Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese

Roma, 6 dicembre 2019 – Il furore di vivere degli italiani ha vinto su tutto. Sfuggiti a fatica al mulinello della crisi, adesso l’incertezza è lo stato d’animo con cui il 69% degli italiani guarda al futuro, mentre il 17% è pessimista e solo il 14% si dice ottimista. Ma come siamo arrivati a questo punto? Gli italiani avevano dovuto prima metabolizzare la rarefazione della rete di protezione di un sistema di welfare pubblico in crisi di sostenibilità finanziaria, destinando risorse crescenti a strumenti privati di autotutela e introiettando l’ansia del dover fare da soli rispetto a bisogni non più coperti come in passato. Poi avevano dovuto fare i conti con la rottura dell’ascensore sociale, assumendo su di sé anche l’ansia provocata dal rischio di un possibile declassamento sociale. Anche perché la nuova occupazione creata negli ultimi anni è stata segnata da un andamento negativo di retribuzioni e redditi. Oggi il 69% degli italiani è convinto che la mobilità sociale è bloccata. Il 63% degli operai crede che in futuro resterà fermo nella condizione socio-economica attuale, perché è difficile salire nella scala sociale. Il 64% degli imprenditori e dei liberi professionisti teme invece la scivolata in basso. Infine, gli italiani hanno dovuto rinunciare perfino ai due pilastri storici della sicurezza familiare, il mattone e i Bot, di fronte a un mercato immobiliare senza più le garanzie di rivalutazione di una volta e a titoli di Stato dai rendimenti infinitesimali.

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Poi Venne la Decadenza

elogio-anarchia

Stefano Scrima

Bao Jingyan, Xi Kang, Elogio dell’anarchia, Ortica Editrice, Anzio-Lavinio (RM) 2019

Se credete che il dibattito d’idee così praticato e insegnatoci dai Greci antichi sia esclusivo appannaggio dell’Occidente, allora dovete leggere Elogio dell’anarchia di due eccentrici cinesi del III secolo (tradotto da Matteo Pinna per Ortica editrice, 2019). In questo libro l’eminente sinologo francese Jean Levi raccoglie tre polemiche portate avanti, come già avvertito nel sottotitolo, da due pensatori cinesi “scomodi”: i taoisti Xi Kang e Bao Jingyan. Di quest’ultimo si sa poco, solo che era un gran lettore di Laozi (autore del Tao Te Ching) e di Zhuangzi (filosofo e mistico cinese), mentre del primo sappiamo che, proprio per il suo fare polemico, si inimicò a tal punto un potente personaggio dell’epoca il quale appena diventato Direttore della Buon Costume pensò bene di condannarlo a morte.

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Magico Sidro

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Foto di Manuel Álvarez Bravo

ES

Due uomini stavano attraversando il Primo Livello Est da un’estremità all’altra. Fallyhee disse: “E poi che cosa, Mr. Pittsburgh?” Dopodiché ci fu una pausa di meditazione. Per quanto ci provò, l’altro uomo, quello che era appena stato chiamato Pittsburgh, non riuscì a trovare un tanto di fiato quanto la punta di uno spillo per rispondere.

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