Identità Senza Persona

piede di costantino

Julio Fuentes

Quali sono i meccanismi che sottostanno alla costruzione e al riconoscimento individuale e sociale della nostra identità nell’era delle reti sociali?

Vogliamo essere riconosciuti. È un desiderio ineliminabile dell’essere umano. Tanto che Hegel diceva che ognuno è disposto a mettere a repentaglio la propria vita pur di riuscirci. Ma forse questo desiderio non fa altro che ruotare attorno a ciò che il filosofo italiano Giorgio Agamben chiama “identità senza persona”.

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La Macchina Celibe

colosseo de fero

Antonio Bisaccia

Io non voglio essere un prodotto del mio ambiente,
voglio che il mio ambiente sia un mio prodotto.
~ Martin Scorsese, The Departed – il bene e il male

​Lorenzo Fioramonti, Presi per il Pil. Tutta la verità sul numero più potente del mondo, L’Asino d’oro edizioni, Roma 2017, pp. 193, euro 17

Durante l’ondata di contestazione che ha avuto luogo in Francia tra novembre e dicembre 2018, conosciuta come «gilets jaunes», sono emerse le rivendicazioni più diverse. Un contestatore ha detto ai giornalisti: “È urgente preoccuparsi del benessere dei cittadini. Si deve parlare finalmente di potenziale interno di felicità e non del prodotto interno lordo. Ecco che cosa migliorerebbe la produttività. Oggi non si parla più di felicità, ma di remunerazione degli azionisti”.

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Iperaridità

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James DeMeo (Direttore, Laboratorio di Ricerca Biofisica sull’Orgone, PO Box 1148 Ashland, Oregon 97520 USA. demeo@mind.net) Traduzione di Ario Libert

Riassunto

Attraverso un’analisi sistematica dei dati antropologici su 1170 culture a livello di sussistenza, abbiamo correlato e sviluppato dei modelli geografici globali delle istituzioni sociali di comportamento patristici, corazzati, violenti, traumatici, dolorosi e repressivi che impediscono i legami madre-figlio e uomo-donna. Quando i dati sul comportamento sono stati cartografati, abbiamo scoperto che la cintura desertica iperarida circondante l’Africa del Nord, il Vicino Oriente e l’Asia centrale, che io chiamo Saharasia, possiede la più vasta estesa territoriale delle istituzioni sociali e dei comportamenti patristi più estremi sulla Terra. Abbiamo scoperto che le regioni più lontane dalla Saharasia, in Oceania e nel Nuovo Mondo, possiedono i comportamenti più matristi, non corazzati e dolci che sostengono e proteggono i legami madre-figlio e uomo-donna. Una rivista sistematica dei materiali archeologici e storici suggerisce che il patrismo si è sviluppato in primo luogo in Saharasia all’incirca 4000 anni prima della nostra era, l’epoca di una transizione ecologica maggiore da condizioni relativamente umide di praterie-foreste verso condizioni di deserto arido. Dei modelli di popolamento e di migrazione dei popoli patristi sono stati delineati, a partire dai loro focolari più antichi in Saharasia, allo scopo di spiegare l’apparizione successiva del patrismo nelle regioni situate fuori dalla Saharasia. Prima dello stabilirsi di condizioni di siccità in Saharasia, la prova dell’esistenza del matrismo è ampiamente estesa, mentre quella del patrismo in generale inesistente. È provato che il matrismo costituisce la forma più antica, più primitiva e più innata di comportamento umano e dell’organizzazione sociale, mentre il patrismo, perpetuato attraverso istituzioni sociali traumatizzanti, si è innanzitutto sviluppato tra gli Homo Sapiens in Saharasia, sotto la pressione di una desertificazione e di una carestia durissime e da migrazioni forzate. Le osservazioni psicologiche di Wilhelm Reich permettono di comprendere il meccanismo attraverso il quale i comportamenti patristi (corazzati, violenti) si sono stabiliti e sono proseguito a lungo dopo che il trauma iniziale era passato.

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Resistenza Viscerale

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Achille Mbembe

Critica della Ragione Negra di Achille Mbembe, pubblicato da Ibis, è un trattato paragonabile per ampiezza a Orientalismo di Edward Said. È prima di tutto una ricerca archeologica del pensiero eurocentrico che ha costruito un’idea dell’Africa come continente cannibale, barbario, territorio che può offrire unicamente (ancora oggi) uomini-cose-merci al capitalismo, di cui rappresenta il lato oscuro.

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