Sperando nel Declino

babele

G. K. Chesterton

L’altro giorno stavo vagando trasognato in taxi. In cuor mio ero consapevole di essere in ritardo per un appuntamento; probabilmente il più sperduto dei giornali provinciali americani lo avrebbe definito un impegno complicato. E ricordo i bei vecchi tempi, quando si poteva andare da una parte all’altra di Londra più velocemente in taxi che a piedi. Seduto nel taxi mi sentivo un privilegiato, in quanto parte di un blocco consistente o di una colonia stabile di taxi, che restava immobile mentre alcuni poliziotti distanti cercavano di convogliare l’intero traffico di Londra attraverso qualche piccola fessura fra due barricate, che bloccavano la strada meglio delle barricate della rivoluzione.

Continua a leggere

Annunci

Lavoro del Menga

gig economy

Alessandro Visalli

Il fortunato libro di Riccardo Staglianò, “Lavoretti “reca come sottotitolo “Così la sharing economy ci rende tutti più poveri”. Ma l’autore anche di “Al posto tuo. Così web e robot ci stanno rubando il lavoro ”, sostiene non sia un libro contro la tecnologia, piuttosto un avvertimento circa le sue conseguenze ed un invito a governarle.

Continua a leggere

Lotteria a Babilonia

leviatano

Jorge Luis Borges

Come tutti gli uomini di Babilonia, sono stato proconsole; come tutti, schiavo; anche ho conosciuto l’onnipotenza, l’obbrobrio, le carceri. Guardino: la mia mano destra è monca dell’indice. Guardino: per questo strappo del mantello si vede sulla mia carne un tatuaggio vermiglio; è il secondo simbolo, Beth. Le notti di luna piena, questa lettera mi conferisce potere sugli uomini il cui marchio è Ghimel, ma mi subordina a quelli di Aleph, che nelle notti senza luna debbono obbedienza a quelli di Ghimel. Sul crepuscolo del mattino, in un sotterraneo, ho sgozzato tori sacri dinanzi a una pietra nera. Per tutto un anno della luna, sono stato dichiarato invisibile: gridavo e non mi rispondevano, rubavo il pane e non mi decapitavano. Ho conosciuto ciò che ignorano i greci: l’incertezza. In una camera di bronzo, davanti al laccio silenzioso dello strangolatore, ho avuto speranza; nel fiume dei piaceri, paura. Eraclide Pontico riferisce con ammirazione che Pitagora ricordava d’essere stato Pirro, e prima di lui Euforbo, e ancor prima un qualche altro mortale; per ricordare vicissitudini analoghe, io non ho bisogno di ricorrere alla morte, né all’impostura.

Continua a leggere

¿Y Por Qué?

Fuente de Tlaloc

Enrico Sanna

Brano estratto dal romanzo La Gran Avenida (Amazon, versione kindle 3 euro, versione stampata 8,50 euro)

La Pulquería di Pedro era la più piccola della avenida e in città girava la storia di un uomo di nome José che una sera andò a bere il pulque con un gomito sul bancone e gli venne un crampo e quando stirò la gamba buttò giù una donna che passava sul marciapiedi e scappò via mortificato e nessuno lo vide più nella avenida. La piccolissima pulquería si chiamava La Niña y el Popo. Da una parte c’era la Niña e dall’altra il Popo, che è un vulcano. Sul Popo c’è la neve tutto l’anno. Non ti rendi conto del fatto che è un vulcano finché non vedi il fumo. In mezzo c’era un drago. E poi c’erano ciuffi di maguey. Uno dei maguey aveva un fiore che era più alto del Popo.

Continua a leggere